Compiacimento
Il compiacimento è un sentimento di soddisfazione o piacere derivante dai successi propri o di qualcun altro.
Chi prova compiacimento manifesta un atteggiamento ottimistico e di sicurezza.
Questa sicurezza si riflette in una postura eretta, un tono di voce calmo e in una generale sensazione di benessere.
Tale individuo tende a esprimere apprezzamento e riconoscimento, e potrebbe mostrarsi più disponibile verso gli altri, complimentandosi e celebrando i successi altrui.
Dal punto di vista emotivo, una persona compiaciuta vive meno stress e ansia.
Questa tende a concentrarsi sugli aspetti positivi delle situazioni, evitando di cadere in critiche o giudizi eccessivi.
Il linguaggio del corpo di chi è compiaciuto è aperto e rilassato, con un prolungato contatto visivo e frequenti sorrisi.
Dal punto di vista psicologico, il compiacimento rafforza l’autostima e la percezione positiva di sé.
Sebbene il compiacimento alimenti la motivazione, un eccesso può ridurre l’impulso a migliorare ulteriormente.
Allo stesso modo, potrebbe influenzare l’empatia: un equilibrato senso di compiacimento può culminare in un atteggiamento empatico, mentre un eccesso potrebbe inclinare verso l’egocentrismo.
Altre caratteristiche del compiacimento:
- Occhi: sguardo sicuro, occhi brillanti di entusiasmo. Contatto visivo prolungato, con un’espressione soddisfatta.- Viso: sorriso ampio e sincero, guance leggermente arrossate dall’emozione.
- Testa: posizione rialzata, con movimenti di approvazione.
- Gesti: gestualità che sottolinea l’autostima, come toccarsi i capelli o il petto in segno di orgoglio.
- Postura: eretta, con spalle indietro, trasmettendo sicurezza.
- Movimento: andatura decisa, con passi ampi e sicuri.
- Voce: tono chiaro, deciso e calmo, risate di soddisfazione.
- Tocchi: gestualità che esprime riconoscimento verso gli altri, come pacche sulle spalle.
- Distanza: sicurezza nel mantenere una distanza adeguata durante le conversazioni.
- Comportamento generale: tendenza a condividere il proprio entusiasmo, cercando anche l’approvazione degli altri.
Esempio:
Il cielo era limpido, tagliato da strisce rosse. Emma stava sul ponte, le mani poggiate sul parapetto, immobile.
Il fiume correva sotto di lei, e non aveva più bisogno di portarla via.
La conferma era arrivata nel pomeriggio. Promossa. Il ruolo per cui aveva smontato turni, perso serate, stretto i denti nei giorni vuoti.
Le restava qualcosa dentro, saldo. Le veniva da ridere, da star zitta, da dire “ce l’ho fatta” a sua madre.
I sacrifici non contavano. Contava esserci ancora, così. Senza aspettare niente.
Non serviva una festa, un brindisi, un discorso. Bastava quel ponte, quella sera, quel corpo che non doveva più giustificarsi.
Se lo prendeva tutto, quel momento. E non lo divideva con nessuno.
Ci sarebbe stato altro, certo. Ma adesso c’era lei. Solo lei. E non chiedeva altro.